
Innanzitutto una premessa…
Non sto per scrivere la recensione di un pur pregevolissimo (ma triste…) film italiano della passata stagione.
Ora che ci penso, se volessi fare una bella figura, magari potrei sfruttare questo titolo ad effetto per scrivere una vibrante riflessione post-natalizia sul significato profondo del focolare e sul senso di confortevole appartenenza che lega noi, in particolare, all’intimità del nostro condominio. Aggiungerei il valore simbolico della catenina del portachiavi, che unisce (e, di buon grado, soggioga) tutti gli uomini ai viscerali affetti custoditi nello scrigno delle pareti domestiche. E, infine, chiuderei con un doveroso inno propiziatorio alla simbolica “chiave suprema”, quella che, quando tutto sembra perduto, ci permette di spalancare le porte sul mondo che ci aspetta e ci rende sempre liberi di affrontarlo a dispetto di ogni ostacolo ed impedimento: la chiave di sbloccaggio del cancello elettrico.
No, in realtà intendevo solo rendere pubblica la ragione dell’intervento (per chi l’avrà notato) effettuato dai Vigili del Fuoco a Borgo dei Pini nel primo pomeriggio del 27 dicembre ultimo scorso. Ed elargire, nell’occasione, qualche utile consiglio a chi dovesse trovarsi, per il futuro, in situazioni analoghe alla mia.
Chi mi conosce da vicino (e non solo come “vicino”, scusate il gioco di parole) sa che sto affrontando una specie di trasloco/svuotamento di casa (non sto andando via, è solo una forzosa riorganizzazione degli spazi…) e che non sono neppure al massimo delle mie, già esigue, capacità organizzative.
Ebbene, al culmine dell’euforia (si fa per dire) per l’ultimo pesante fardello traslocato, ho fatto il classico errore di chiudermi la porta di casa alle spalle, senza controllare di avere al seguito ciò che dà il titolo a questo post.
Superato l’iniziale sbigottimento, dopo una accurata rassegna di tutte le tasche del giaccone (il mio, che è un modello “semplice”, ne ha solo 7 !), ho accertato che, per pura fortuna, avevo ancora con me la chiave dell’automobile, il cellulare (carico!) 🙂 e un mazzo di chiavi NON di casa 😦 .
Vi sconsiglio di provare a usare, come estrema ratio, un’altra chiave più o meno di forma similare… hanno la fastidiosa tendenza a spezzarsi se forzate. Siccome io sono fortunato (e la chiave in questione era di qualità infima, sapete, quelle con l’occhiello di plastica), il punto di frattura è stato proprio in prossimità del suddetto occhiello debole (benedetti quei ferramentai che vendono ciarpame), e quindi ho potuto estrarre agevolmente l’inutile moncone dalla serratura, senza complicare ulteriormente il quadro.
Erano circa le 15,30… dove avrei potuto dirigermi in automobile per reclutare qualche volenteroso scassinatore? Scartata l’idea del campo nomadi di via di Salone (mi era rimasto un barlume di buon senso) ho scelto, come fossi da Gerry Scotti, di giocarmi il terzo aiuto: la telefonata ad un parente.
Mio fratello, colpito dalla notizia sul posto di lavoro, mi ha subito consigliato i Vigili del fuoco come unica alternativa percorribile. Qualsiasi artigiano, in effetti, non si prende la briga di forzare le serrature di case altrui su richiesta verbale di uno sconosciuto senza portafoglio nè documenti, con barba di due giorni e in abiti da rom (a questo proposito, se vi dedicate ad attività domestiche impegnative e prolungate, ricordatevi di non rinunciare, comunque, a mantenere un certo decoro nell’immagine – le tute ginniche, in special modo, sono OFF).

I Vigili del fuoco sono stati subito disponibili. Mi hanno chiesto se, per caso, ero in pigiama (alle 15,30! Allora la leggenda della pennichella romana è vera) e se, comunque, ero regolarmente vestito… altrimenti avrebbero conferito, alla mia richiesta, un carattere di priorità che, obiettivamente, la faccenda non aveva. Indi, pur con qualche perplessità, derivante dal fatto che non avrebbero potuto controllare la mia identità se non dopo l’effrazione, mi hanno, comunque, pregato di attendere con un pò di pazienza l’arrivo della prima squadra libera.
Ancora mio fratello, mi chiama dopo un consulto straordinario sul posto di lavoro, dove ha appreso che una provvidenziale lastra radiografica, fatta scorrere sapientemente lungo il bordo della porta in prossimità della serratura, avrebbe potuto far scattare il malefico nottolino. E mi invita a convocare un rapido consiglio condominiale sull’argomento: “è noto che CHIUNQUE ha sempre in casa una lastra rx!”.
A parte il fatto che IO non ho in casa una lastra rx, e non mi ci vedevo proprio a bussare a tutti i citofoni dei vicini all’ora dei testimoni di Geova con una richiesta di tal fatta, ho scelto di attendere i Vdf (meglio l’ascia che l’onta!).
Mentre sostavo sconsolato nei pressi del cancello, mi saluta sorridente, dalla sua auto, la dolcissima Sabrina, appena rientrata e in procinto di parcheggiare. Mi lancio, affettuosamente corrisposto, in una liberatoria conversazione sulle origini dei miei problemi, salvo scoprire, dopo circa 10 minuti di colloquio, che Sabrina ha l’auricolare e una telefonata in corso…
Mi allontano pudìco e con discrezione. Dopo un pò Sabrina mi raggiunge e anche lei mi narra delle stupefacenti virtù delle lastre rx, mimando l’intervento risolutorio con un biglietto dell’ATAC…
Mentre spero che qualcuno dei pompieri ormai in arrivo possa soffrire di una prematura forma di artrite e non si separi mai dai relativi referti radiologici, ecco arrivare l’inconfondibile e gigantesco autoarticolato dei Vigili del fuoco. Appena in tempo per incrociare, davanti al cancello, due condomini che escono in auto e che si fermano atterriti: “CHE E’ SUCCESSO ?? !!!”.
Supero ogni remora in tema di privacy e, dopo avere fraternamente rincuorato i gitanti in partenza, affronto i tutori dell’emergenza. Il loro capo, giuro, un autorevole Kurt Russell invecchiato e un po’ ingrassato, mi approccia, con piglio risolutivo.
Da parte mia, ostento, dinanzi alla squadra, grande familiarità con Sabrina, per avvalorare la tesi che non sono un balordo di passaggio, ma un conosciuto e riconosciuto indigeno del Borgo. Kurt mi segue, mentre i suoi tre giovani assistenti si prodigano nello scaricare e trasportare a domicilio le buste della spesa e i pacchi accatastati nell’auto di Sabrina, che diventa, in qualche modo, l’autentica protagonista dell’intervento. Quando si dice la tutela del cittadino… (Luca, se c’eri tu ti aiutavano a portare i croccantini e i sacchi di brecciolino per gatti?).
Ci raggiungono poco dopo, davanti alla mia porta ostinatamente chiusa, dove il loro capo, ieratico, sta sollevando Rxcalibur, la lastra del potere!!!
Ebbene sì, la storia della lastra rx è vera. Ma quale ascia, quale grimaldello… Ecco i veri strumenti in dotazione ai Vdf. Qualche scrollone combinato della porta mentre il referto scorre (certo, si rovina un po’. Se l’avete preso in prestito, non aspettatevi di restituirlo intatto…). E posso finalmente tirare un sospiro di sollievo.
Come concludere? Vi scrivo dal piacevole tepore della casa riconquistata. I consigli utili che potrei formulare per la futura gestione di crisi analoghe, sono, più o meno, desumibili dal racconto. Spero solo di non avervi annoiato.
Ad ogni modo, ricordatevi: mai lasciare la chiave all’interno, nella toppa. Il nottolino non sarebbe scattato. Consegnate copia delle chiavi a parenti e/o amici prontamente raggiungibili. Tenete sempre il cellulare con voi, anche se vi spostate per frazioni di secondi. Tenetelo sempre con la batteria carica (per chiamare i numeri d’emergenza il credito non è necessario). Ah, dimenticavo, siano benedetti quei vicini che lasciano sempre il portoncino delle scale aperto in posizione bloccata (e me, che, avendolo trovato così, l’avevo lasciato nelle medesime condizioni, rispettoso della scelta altrui) … altrimenti come facevo ad entrare su per le scale? Forse con la stessa lastra? Duplice intervento?
E, da ultimo, non so voi, ma io, forse in conseguenza di queste vicissitudini, ho un doloretto alla schiena. E se non ce l’ho lo invento, e corro anch’io a fare una “lastra”. Per conservarla gelosamente, da qualche parte fuori casa (se no a che serve?).
Se non ci vediamo prima, BUON ANNO a tutti !


Completo
Posted by Vera on 1 gennaio 2008 at 1:04 PM
Ciao Mario! per prima cosa tanti Auguri di Buon anno… poi mi dispiace della spiacevole vicenda! ma credo sia capitata a diverse persone..me compresa! ho risolto aprendo casa con una tessera tipo bancomat.