Riflessioni…

village.jpg

E’ sabato matttina, qui a Borgo dei Pini.

certo, anche altrove, immagino… ma da noi i festivi e prefestivi hanno un sapore speciale.

Sarà perchè il treno passa di rado, non ci sono autovetture in colonna lungo la via, nè rilevazioni statistiche in atto. Ma il borgo sembra risvegliarsi più lentamente, in silenzio, e posso osservare un microcosmo che, durante la settimana, mi è negato…

Un raggio di sole tiepido si distende sulla ricrescita erbosa del giardino, accarezza due cicche ancora fresche di rugiada e sembra quasi voler schiudere la corolla di un’incarto di merendina. Intorno, il pigolìo gioioso degli uccellini, salutati dall’eco lontano (ma non troppo) degli spari a festa. Due gatti si azzuffano sereni, mentre raggiungo l’automobile, insensibili al latrato dei cani, che cercano, come sirene, di attirarli al loro gabbiotto poco distante. Il cancello si apre placido (meno male, funziona!); una sosta alla cassetta delle lettere (vanto una fitta corrispondenza con Tecnorete, che perde le sue pagine ingiallite sul viale, come foglie autunnali) e via, sulla strada, dove una silente processione di passeggini (ma dove sono i bambini?) si snoda verso la stazione. Saluto il guardiano (è vero che lo tolgono?) e via, verso il supermercato…

Detto così sembra critico… Non è vero, scherzo! Amo sul serio Borgo dei Pini e la Rustica in generale. E’ un piccolo mondo a parte, dove consideriamo problemi alcune vicende minime che, altrove, non sarebbero neppure notate!

Ci sarà un motivo se hanno dato il nome del nostro quartiere a una famosa patatina e ad un buonissimo panino dell’Autogrill!

Siamo il simbolo della “pausa di riposo”, dello “stacco sfizioso”, del “break”, della sosta contro il logorìo della vita moderna. Ecco perchè la gente “s’infratta”, la sera, nel nostro vialetto privato.

E’ così bello salutarsi sorridenti, tra vicini, quando incrociamo lo sguardo (…lo giuro, non stavo sbirciando nella finestra!)…

Conoscete il film “The village”, dove  una comunità autarchica, isolata dalla città, è assediata da “creature innominabili” che vivono (si dice) nel bosco circostante, e questa “minaccia” (vera o presunta) la mantiene pura ed incontaminata? Mi sembra un po’ la nostra situazione. Un girotondo di pini protegge il nostro giardino dalle tensioni che si agitano “fuori” e, finchè non infrangiamo i patti, queste non potranno assalirci.

La dimensione piccola e un po’ isolata in cui ci troviamo a vivere, agevola la conoscenza e il dialogo. Senza ferire la suscettibilità di nessuno, possiamo anche scherzare su certi “peccatucci” e, indirettamente, offrire spazio all’autocritica costruttiva, che migliora la qualità della vita in comune.

Magari domani potrebbero anche sparire carta e cicche, senza malumori per nessuno…

Vi saluto con i migliori auspici per il weekend.

Avere un vicino “amico” è come avere un amico vicino

One response to this post.

  1. Avatar di Pasionaria

    Posted by Vera on 8 ottobre 2007 at 9:36 am

    GRANDE MARIOOOOOOO!!!

    Rispondi

Scrivi una risposta a Vera Cancella risposta